giovedì 21 agosto 2014

Lettera a P.


Lettera a P.
( Confessione di ritorno con illustrazioni )


di Claudio Bellato




Caro P.,nonostante gli dei abbiano dato disposizioni ben precise riguardo al mio disconoscimento ,esistono sparsi per  il mondo alcuni testimoni che mi riconoscono ancora,forse sono disobbedienti,o forse vivevano fra mura molto robuste al tempo del merdosissimo anatema.
Io sono uno di quelli che cercano i testimoni della propria esistenza ,per completare il puzzle , con pezzi che sono disseminati lungo le strade del mondo,non nella memorie delle mogli ,degli amici o dei più cari fratelli.
I pochissimi testimoni siamo noi,(i vivi e i morti )
Noi sparsi nei boschi, noi sepolti nelle città, noi stenditori di panni su quartieri milanesi,noi eremiti nei boschi.
Oggi ti ho trovato dunque.
Noi oggi ci siamo asciugati le ossa al sole guardando tre radici secche.

E vaffanculo.

Io ritornando a casa finalmente mi convinco che quelle vie piene di liti , di piatti rotti , di amore,di libri ,di nascondini,di sigarette fumate di nascosto,di lucertole morte,di ghiaccioli alla menta, di topolini, di settimane enigmistiche,di tette meravigliose, di padri con le teste a minchia,di nipoti rincoglioniti, di geni della musica ,di amori impossibili, di madri sorde,di vicini vecchi e stupidi, di autobus che si allontanano,di droghe letali, di cenere sul mare ,di milioni di chitarre, di minestre fumiganti,di dischi,di bimbi e bimbe presi a calci dalla vita ,di mostri deformi chiusi in soffitta,di amori creduti veri o forse lo erano veramente.

Ritorno a casa e finalmente mi convinco che quei posti sono veramente esistiti e che non mi trovo sul set di un brutto film tipo fritzlangdenoantri ,dove il personaggio non viene più riconosciuto da nessuno.

Noi siamo i custodi del segreto che non conoscono gli amici ,le madri, le sorelle,ma tutti insieme.
Ti ho domandato che fine hanno fatto i nostri padri e tu mi hai detto che sei stato mio padre milioni di volte ,da tempo senza inizio.

Noi amiamo personcine e fenomeni in continua mutazione,(se io cerco Claudio tra le sue parti ,non lo trovo) ,anche se gli oggetti di tutte le nostre attenzioni fossero immutabili io mi stancherei presto ,così come ci si stanca di una domenica deserta.
Ma non è così ed io continuo a baciare bocche che si dissolvono,e tutti i miei coltelli trafiggono l’aria. Ripensando al nostro incontro,2 cose mi hai fatto capire . La prima non la dirò.
La seconda è questa : L’unica forma di vita possibile è la compassione universale.
Ma quanto dovrò meditare per accedere ad una condizione simile? Per uno che ha sempre e solo pensato allicazzisua non è una cosa da ridere.
Tu mi dici che è possibile,coltivando l’amore giorno per giorno così come abbiamo fatto fino ad ora con l’odio.

È strano,passeggiando vicino al parco dove giocavi da bambino ,ho avuto una illuminazione( mi perdonerai se non so come definirla,non è un pensiero, ma  è più simile ad un immagine)
Noi non moriremo mai.

Io non sto parlando dell’amore che diamo e che ci sopravvive nelle cose e nelle persone.
L’ esistenza spirituale e dell’ amore hanno vite proprie.. o almeno credo.
Questa è una descrizione inutile,perché non si può descrivere quello che uno prova quando viene attraversato da una verità.
È come cercare di descrivere il sapore del miele a chi non lo ha  mai mangiato.

Torno a casa in macchina attraversando la campagna e le colline. Tutto è pervaso da una bellezza che toglie il respiro. I colori dell’erba, del cielo e delle nuvole sono più luminosi del solito,sembrano attraversati da una forza elettrica . Pare di sentire un brusio nell’aria ,negli alberi ,nel cielo e nella terra.
Abbasso i finestrini della macchina e l’aria mi investe.  È forte. Riesco a percepire ogni parte del mio corpo. Mi sento vivo e sono felice


È il 30 Luglio 2014.

C.B.


Le tre Radici


Il Ritorno





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