domenica 12 gennaio 2020


Il sonno delle macchine 

Un racconto a fumetti su  G.I Gurdjieff e P.D Ouspensky
Di Claudio Bellato

The sleep of the machines.
a graphic novel on G.I Gurdjieff and P.D Ouspensky
By Claudio  Bellato

#gurdjieff #ouspensky #graphicnovel #bellatoblogspot










lunedì 28 ottobre 2019

ABOUT FRANZ (THE KAFKA PORTFOLIO)


ABOUT FRANZ

THE KAFKA PORTFOLIO

Questa serie di tavole disegnate ,fanno parte del mio graphic novel(About Franz) pubblicato solo parzialmente su questo sito web.

Un fumetto  sulla narrativa in forma breve di  Franz Kafka

Non il castello ,nè la metamorfosi,ma tutti quei racconti brevi a volte brevissimi ,molti dei quali salvati dall'oblio dall'amico Max Brod.

Mai come in questa letteratura in forma breve,qualcuno aveva toccato il fuoco dell'inconscio ,del sogno ,del mistero ,del sovra sensibile quanto il grande scrittore boemo.

La sua trama non risolta ,il linguaggio, la tematica dello straniero 
influenzeranno alcune tra le menti più luminose del 900(basti pensare a Gilles Deleuze e Carmelo Bene)
Qui troverete non solo i racconti di Kafka ,ma anche i miei racconti originali ,ispirati dalla sua figura.


 (Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.)F.K.

contact:

Claudio Bellato guitarevents@gmail.com

IL RITORNO
HEIMKEHR 1920
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L'ALBERO
UN FUMETTO ISPIRATO ALLA FIGURA DI FRANZ KAFKA
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IL CACCIATORE GRACCO
Der Jȁgher Ghracchus 1917
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IL CAVALIERE DEL SECCHIO
Dȅr Kubelreiter 1916
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GIUSEPPINA E IL POPOLO DEI TOPI
Josefine ,die Sȁngerine oder Das Volk der Mȁuse 1924
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venerdì 19 ottobre 2018

IL CACCIATORE GRACCO


Der Jäger Gracchus

Il cacciatore Gracco

Franz Kafka
1916
Un fumetto auto prodotto 

di  Claudio Bellato

venerdì 15 aprile 2016

L'albero. Un fumetto ispirato alla figura di Franz Kafka

L'albero tavola n.5
testo e disegni.Claudio Bellato







Questo disegno fa parte di una serie di fumetti
adattati o ispirati alla vita ed ai racconti brevi di Franz Kafka
che sto realizzando e che pubblichero' con piccoli assaggi
in questo blog. Cio' non toglie che se qualche editore fosse interessato....
A discapito delle didascalie ,il mio rispetto per l'opera di Kafka
e immenso..Ma in questo disegno,la voce fuori campo appartiene ad un personaggio
in qualche modo tormentato dalla figura di un Kafka veggente...

martedì 13 ottobre 2015

Il ritorno (un racconto di Franz Kafka)




Il ritorno
Franz Kafka
Illustrazioni by Claudio Bellato
tavola N°1 e N°5





“Sono ritornato, ho attraversato l’ingresso e mi guardo intorno. E’ il vecchio cortile di mio padre. La pozzanghera nel mezzo. Attrezzi vecchi, inservibili, intricati tra loro ostacolano il passaggio alla scala del solaio. Il gatto sta in agguato sulla ringhiera. Un panno a brandelli, avvolto un giorno per giuoco intorno a un palo, si agita al vento. Sono arrivato. Chi mi riceverà? Chi aspetta dietro la porta della cucina? Dal camino esce il fumo, si sta bollendo il caffè per la sera. Ti senti a tuo agio, senti di essere a casa tua? Non lo so, sono molto incerto. È la casa di mio padre, ma freddi stanno gli oggetti l’uno accanto all’altro, come se ciascuno badasse ai fatti suoi che in parte ho dimenticati, in parte mai conosciuti. Pur essendo figlio del babbo, del vecchio agricoltore, come potrò essere utile, che cosa sono per loro? E non oso bussare alla porta della cucina, ascolto soltanto da lontano, da lontano sto in ascolto, in piedi, ma non in modo che mi si possa sorprendere a origliare. E siccome ascolto da lontano, non afferro nulla, odo o credo forse soltanto di udire un leggero ticchettio d’orologio che pare mi giunga dai giorni dell’infanzia. Ciò che si svolge in cucina è un segreto di coloro che vi stanno e che me lo nascondono. Quanto più si indugia fuori della porta, tanto più si diventa estranei. E se ora qualcuno aprisse la porta e mi rivolgesse una domanda? Non sarei io stesso come uno che voglia custodire il suo segreto?”

lunedì 13 luglio 2015

Un piccolo omaggio a Giordano Falzoni


Un piccolo omaggio
a Giordano Falzoni

(Testo ed illustrazioni di Claudio Bellato)




Ritratto di Giordano Falzoni (china su carta) Claudio Bellato


“Tutto quello che passa passa infatti per le scale. Tutto quello che arriva,arriva dalle scale
Le lettere, le partecipazioni, i mobili che gli uomini dei traslochi, portano ,o portano via.
Il dottore chiamato d’urgenza ,il viaggiatore che torna da un lungo viaggio.
E per questo che le scale restano un luogo anonimo, freddo, quasi ostile. Si inizierà qui dunque . In Rue Simon Crubellier n.11”
La vita, istruzioni per l’uso - George Perec.
                          

Qualche tempo fa ,ho visto il film di Alice Guareschi: Autobiografia di una casa.

Nel film che è fatto di bellissimi silenzi ,la regista racconta attraverso sottotitoli e inquadrature su silenziose scale e ringhiere sbreccate (appunto)di un vecchio condominio milanese ,di aver vissuto nello stesso palazzo dell’artista Giordano Falzoni ,ma di averlo appreso solo dopo la morte.
Di aver intravisto quel portone con una luce fioca e tanta penombra, e un piccolo infermiere indiano che scivolava all'interno della casa per assistere l’artista malato da molti anni.

Viene fuori un riflessione sui silenzi delle nostre vite ,sulla nostra incapacità di comunicare, sulla conoscenza delle vite degli altri appresa solo al momento dei fiocchi appesi al portone, o delle ambulanze che corrono a prendere qualcuno .Viene fuori l’incontro con il regista Alberto Grifi che racconterà Giordano…

Chi era Giordano Falzoni?


Giordano Falzoni (1925-1998) nasce a Zagabria, durante una tournèe dei suoi genitori, entrambi musicisti. Studia a Firenze e Parigi, dove frequenta Breton e il gruppo surrealista. Si trasferisce a Roma negli anni Cinquanta per poi unirsi al Gruppo 63. Pittore, ceramista, drammaturgo, è una delle figure più eclettiche ma al contempo meno conosciute della neoavanguardia italiana. Falzoni è anche traduttore: sua è la prima versione italiana di Nadja di Breton, pubblicata da Einaudi nel 1972.
Zavattini scrisse di Giordano: “ Ogni tanto lascia nell’aria di una piazza,qualche parola nuova,senza mai votarsi indietro,le farfalle gli devono molto…Da un quarto di secolo, lo conosco, lo stimo… Lo dimentico…
Nessuno in Italia e forse neppure all’estero possiede l’arte preziosa di farsi dimenticare.”




E un venerdì nuvoloso di ottobre ,ed io mi trovo a Milano per una visita.

Decido di allungare la strada del ritorno per visitare la casa di Giordano Falzoni..

Arrivo, ma sul citofono della casa di corso Genova  non c’è nessun Falzoni.
Allora entro nel bar  (Milanesissimo) dove ci sarebbero ancora i quadri del padre di Giordano pittore di zingarelle e paesaggi e chiedo all’anziano cameriere :“Mi scusi ,ma ci sono ancora in questo bar i quadri del padre di Giordano Falzoni?”
Il Barista mi guarda appena e indica delle foto coloratissime che circondano il bancone e raffigurano dei cocktails
“ No,non sono quelle..Sono dei quadri ”
“Chieda al padrone..Io non so niente…”
Mi risponde con un forte accento milanese ,senza Mai sollevare gli occhi dal bancone.
Esco dal bar ,e vado sul retro del palazzo.
È di un marrone scuro …vecchie persiane scrostate.
Tante foglie sul marciapiedi…e rumore di macchine .
Me ne vado  pensando che  un giorno dal quelle finestre usciranno tutte le farfalle colorate di Giordano.
Loro cancelleranno tutto il grigiore della città ,e i milanesi improvvisamente grideranno:” “ Giordano Falzoni!”
E impareranno a sorridere.


Fonti citate nel testo
per conoscere meglio Falzoni:

AUTOBIOGRAFIA DI UNA CASA (ALICE GUARESCHI)



LA SPIAGGIA-RITRATTO DI GIORDANO FALZONI(ALBERTO GRIFI)



IL GRANDE FREDDO(ALBERTO GRIFI)